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Description: |
Engravings
Paintings
Painted engravings
High or low-relief
Sculpture
Nel sito dell'antica Siponto sono state rinvenute un gran numero di stele, interpretabili come semata funerari. Non si tratta più di immagini collettive (Monte Saraceno), ma su ogni stele è raffigurato il singolo defunto. Si presentano come stretti parallelepidi rettangolari, decorati su tutti i lati con incisioni, molte presentano una colorazione bicroma di cui rimangono scarsissime tracce, nei colori del rosso-bruno e del bruno-nero, che caratterizzano la bicromia della contemporanea ceramica dipinta. Le stele rappresentano dunque il defunto, con una veste decorata ai bordi con motivi geometrici che giunge sino ai piedi, che non sono rappresentati, dalla veste emergono soltanto le braccia. Sulla veste sono inoltre raffigurate armi oppure ornamenti, che denotano l'appartenenza all'elevata clase sociale dell'individuo. Un chiaro processo evolutivo, che giunge a forme sempre più astratte e geometrizzanti, caratterizza l'operato non solo dell'officina di Siponto, ma anche quella di altri siti, come Salapia, Tiati e Ordona. La produzione di Siponto, è quella più ricca e meglio documentata, sembra che da questo centro abbia avuto origine l'intera classe. I ritrovamenti nella piana di Siponto sono legati al culto dell'Oltretomba e dei morti, la differenziazione sociale è lasciata al ruolo dell'acconciatura, che, nella treccia, identifica le donne, come accade nella coeva produzione ceramica.
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Figures: |
Figure stilizzate, figure anche muliebri.
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Chronology: |
Palaeolithic
Epipalaeolithic - Mesolithic
Neolithic
Copper Age
Bronze Age
Iron Age
Roman
Middle Age
Modern
Unknown
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Notes: |
Ben conosciuta già nel periodo romano, Siponto fu importante sede religiosa sotto la dominazione bizantina e poi normana, il suo porto era tra i più importanti della Puglia, prima di essere sostituito da Manfredonia che ne raccolse l'eredità dei commerci. Traccia del passato è la Basilica di S. Maria Maggiore di Siponto, uno dei più importanti edifici romanico-orientali della Puglia. Secondo la leggenda fu fondata da Diomede, fu porto di Arpi ed emporio della Daunia, ebbe rapporti con l'Oriente, con il Sannio e con Roma. Dopo varie vicissitudini storiche, fu devastata da un terremoto nel 1223. Per la malaria fu abbandonata dalla popolazione che si trasferì nella "Nuova Siponto", fatta costruire da Manfredi nel 1256, a circa tre chilometri a nord, l'attuale Manfredonia. |
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